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Fotobiografia è sempre meglio di mitobiografia e l’utrice coautrice Benedetta Taddei è l’occhio, collegato alla pancia e al cuore, che ci racconta quel che l’orecchio non vede. Benedetta è una fan on the road che sa pesare il rapporto fra un album e la vita, I RIO pure perché suonano con sentimento. Non si prendono molto sul serio, ma fanno le cose sul serio. Mi piace l’impianto semplice di questo lavoro, le foto, i testi, le confessioni autobiografiche, i flash di un pensiero mai banale perché arriva sempre da una verità.

MARCO MANGIAROTTI GIORNALISTA ITALIANO.
TRATTO DA "I RIO FOTOBIOGRAFIA UFFICIALE 2012-2015" DI BENEDETTA TADDEI

Sono nata a Prato in un freddo venerdì del 17 Gennaio 1992. Fin da piccola ho amato e odiato la sensazione di estraniamento dalla realtà, a volte voluta altre inevitabile, che mi permetteva di creare un mio angolo solitario e alternativo dal quale osservare “il Tutto”. Dai sei agli undici anni ho compulsivamente utilizzato ogni genere di macchine fotografiche usa e getta dalle quali ricavavo soprattutto scatti di amici e di cieli azzurri. Ero una bambina allegra e propositiva, inconsciamente immortalavo solo ciò che mi faceva pensare agli aspetti positivi della vita.

Negli anni successivi, ho dedicato gran parte del mio tempo al tennis agonistico e mi sono avvicinata a forme artistiche come il disegno e la musica. Inoltre, mi sono diplomata all’Istituto Socio Pedagogico e laureata all’Accademia delle belle arti di Verona in Progettazione artistica per l’impresa. Iniziati gli studi universitari l’esigenza di esprimere il groviglio d’emozioni che da sempre mi accompagna è diventata più intensa e attraverso la fotografia ho trovato finalmente la strada per esprimere le mie più intime sensazioni. Dopo migliaia di scatti a gatti, fiori e scarpe, ho iniziato a immortalare ciò che mi trasmetteva “quel qualcosa” che percepivo fin da piccola, e che non riuscivo a definire, ritrovandolo poi nelle persone, negli artisti e, più precisamente, nei musicisti. Si dice che “La bellezza sta negli occhi di chi guarda” e nessuna frase è più vera e significativa di questa per me. Vedere un particolare che ci affascina, ci attrae e ci lascia interdetti, è la scintilla che accende quel fuoco che a volte esprimiamo con la frase “Non lo so, ma mi piace” ed io non so spiegarmi il perché di questo richiamo verso un mondo fatto di processi creativi, introspezione, malinconia, narrazione, colori, luci e ombre. Posso solo immaginare di esserne in parte attratta e in parte di rispecchiarmi in esso.

“Vorrei che la mia passione un giorno diventasse il mio lavoro” questo desiderio che ogni mente creativa prima o poi ha, non partì in primis dalla mia persona, ma da un musicista. Infatti fu grazie a Fabio Mora, cantante della band italiana “I RIO”, e alla sua “abbondante secchiata di benzina” su quella mia fiammella creativa che nell’estate del 2012 iniziai a non guardare più la fotografia solamente come un gioco. Da li iniziò, infatti, un lungo processo introspettivo che tutt’oggi prosegue; Un processo sempre più coinvolgente, fino a sentirlo fisicamente, “uno scavarsi dentro”, sempre più a fondo. Successivamente il mio cammino si è incrociato con quello di un altro personaggio, divenuto poi fondamentale per lo sviluppo della mia idea di poesia-fotografia: Mattia Cacciatori, fotoreporter italiano di spessore, il quale, tramite i propri scatti, mi ha fatto comprendere cosa significa “sentire e raccontare” attraverso le immagini.

Ciò che mi spinge a creare immagini tramite la fotografia è quello di vivere appieno questa mia artistica esigenza che mi porta ad avere una personale interazione con la società sempre da quel personale angolo solitario costruitomi fin da piccola


My Portfolio

“4 ELEMENTI”

Lasciati passare attraverso

vedrai che l'acqua ti rigenererà,

l'aria di accarezzerà,

il fuoco ti temprerà

e la terra ti cullerà.

 

Il progetto “4 ELEMENTI” nasce da questa riflessione, forse più che una riflessione è nostalgia di un'ancestrale e ormai lontana relazione dell'essere umano con la natura. Non vi è quindi in questi scatti la presunzione, da parte mia, di voler rappresentare i quattro elementi che dominano l'universo, ma semplicemente il desiderio di mostrare come essi hanno tutt'ora, nonostante l'era moderna, un primordiale e inevitabile impatto su ognuno di noi, sul nostro corpo e sul nostro spirito. 

 

Ringrazio Cristina per aver danzato con l'elemento ‘aria’, Claudia per il suo sorriso tra le onde, Carolina per essere rinata nel fuoco e Fiammetta per essersi lasciata abbracciare da Madre Terra.

 

Grazie alla rivista AFW per avermi dato la possibilità di mettere in mostra questi scatti, al Giardino Buon Amici per lo spazio concessomi, a tutti gli amici e le persone care che mi hanno sostenuto e a te che sei sempre presente e che non lo fai mai notare. 

 

Benedetta Taddei

BENEDETTA TADDEI
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